Nuoro

La città di Nuoro è stata fondata nel cuore della Sardegna sulla cima di un’altopiano immerso nelle verdi vallate del Monte Ortobene. I quartieri di San Pietro e Seuna, dal tipico carattere dei centri agricoli sardi, con viuzze strette e tortuose, sono i più antichi della città e intorno a questi si sviluppa la parte più recente.

Tra gli edifici più interessanti della città la Cattedrale di Nuoro, la chiesa della Madonna delle Grazie e piazza Sebastiano Sarra dove ammirare le opere, in pietra e bronzo, dello scultore Nivola. Lungo corso Garibaldi si trovano diverse botteghe artigiane specializzate in lavori di intaglio del legno, di tessitura e di oreficeria in lamina d’oro traforata.

Abitata fin dall’antichità, nel territorio nuorese sono presenti numerosi nuraghi e diverse domus de janas. Nuoro è sede anche di importanti istituzioni museali come il Museo Etnografico, Museo SpeleoArcheologico, il Museo d’arte Man e il Museo Grazia Deledda dove sono conservati documenti e oggetti appartenuti alla scrittrice sarda, premio Nobel per la letteratura, che la definì «il cuore della Sardegna, è la Sardegna stessa con tutte le sue manifestazioni».

Le spiagge più famose della provincia di Nuoro sono quelle del golfo di Orosei, come Cala Luna e Cala Mariolu.

Da non perdere la festa del Cristo Redentore, che si svolge l’ultima settimana di agosto, una caratteristica processione in costumi tradizionali, provenienti di tutta la Sardegna, che dalla città sino raggiunge la vetta del monte Ortobene, i Seminari Nuoro Jazz a fine agosto e a Budoni, ad una settantina di chilometri, la sagra del mirto.

Cosa vedere a Nuoro

Cattedrale di Nuoro

La cattedrale di Santa Maria della Neve è uno degli edifici da non perdere durante la vostra visita a Nuoro. Costruito in stile neoclassico tra il 1836 e il 1854 su progetto del frate – architetto Antonio Cano, il Duomo si trova al di fuori dei quartieri storici di San Pietro e Seuna ma comunque nel nucleo storico della città.

Edificata sul sito di una precedente chiesa, la cattedrale di Nuoro è maestosa e si affaccia su una vasta piazza. I due campanili gemelli, sormontati da cupole, e la facciata decorata con 4 colonne monumentali in granito, sormontate da capitelli ionici e una semplice trabeazione, ricordano l’architettura di Palladio, che influenzò profondamente il neoclassicismo, mentre le cappelle laterali si rifanno al Borromini.

L’interno della cattedrale, ad un’unica navata, ha molti effetti chiaroscurali dovuti alle ampie finestre.

Piazza Sebastiano Satta

Alcuni blocchi di granito al naturale, simili a menhir, e 8 figure di bronzo vi accoglieranno nella Piazza – monumento Sebastiano Satta, la vecchia piazza Plebiscito sita fra il quartiere storico di San Pietro e la zona di espansione ottocentesca verso i Giardini e la cattedrale di Santa Maria della Neve. Queste opere, nate dalla mente e dalle mani dello scultore sardo Costantino Nivola alla fine degli anni 60, celebrano il poeta nuorese Satta.

Il contrasto fra l’intervento dello scultore, che recupera un mondo arcaico e pastorale, presente nella personalità di Satta, e le architetture che si affacciano sulla piazza dal volume irregolare, ottenuto anche tramite la demolizione di alcuni caseggiati, danno vita ad un elemento urbanistico di pregio.

Questo luogo, da vivere piuttosto che da ammirare, non ha un punto di vista privilegiato ma mutevoli prospettive. Altre opere di Nivola possono essere ammirate nel Museo d’Arte MAN.

Chiesa della Madonna delle Grazie

Tra gli edifici più antichi di Nuoro troviamo la Chiesa di Nostra Signora delle Grazie, situata al centro del quartiere storico di Seuna e realizzata in uno stile rustico ma eclettico. Molto bello il rosone di foggia gotica in trachite rossa, l’unico elemento decorativo della facciata che si conclude con una cimasa curvilinea. Sul lato destro della facciata si trova un piccolo campanile a vela.

Nota anche semplicemente come Chiesa Vecchia, la Chiesa della Madonna delle Grazie è stata edificata alla fine del XVII secolo. La pianta rettangolare dell’edificio, che si attiene agli schemi tardo gotici, è sormontata da una volte a botte mente le pareti interno sono arricchite con pregiati affreschi del settecento, raffiguranti i 12 Apostoli, i Profeti e alcuni brani delle Sacre Scritture, scoperti negli anni 80 in sede di restauro. Molti gli elementi di ispirazione manierista. Alla chiesa si accede tramite una scala di granito.

Museo d’Arte MAN

Il MAN, il Museo d’Arte della provincia di Nuoro, è una delle eccellenze della Sardegna e custodisce diverse centinaia di opere di artisti sardi moderni. La mission è quella di proporre alcuni spaccati dell’epoca attuale e di interrogarsi sulle nuove tendenze contemporanee.

Ospitato all’interno di un palazzo ottocentesco nel centro della città vicino al corso Garibaldi, in uno spazio di 600 metri quadrati distribuiti su 3 piani, il Man oltre all’importante collezione permanente propone almeno 4 interessanti esposizioni temporanee l’anno tese a valorizzare le sperimentazioni nei diversi campi artistici, dalla grafica al design, dalla fotografia alla computer-art.

Il percorso museale inoltre offre la possibilità di partecipare ad attività didattiche come il laboratorio di grafica e pittura.

Museo Etnografico

Il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde, o più semplicemente il Museo Etnografico di Nuoro, è il più importante del suo genere in Sardegna e conduce una ricerca all’interno del territorio regionale sui vari aspetti della vita materiale attraverso gioielli, armi, manufatti, strumenti musicali, utensili, arredi, strumenti per la filatura, la tessitura, la sartoria, costumi e maschere tipici del carnevale barbaricino.

Il Museo è ospitato all’interno di un complesso di edifici progettato dall’architetto Mossa tra gli anni Cinquanta e i Sessanta, sul colle Sant’Onofrio, e ha le sembianze di un villaggio tradizionale sardo.

Il percorso espositivo del museo, che dispone anche di una sala per esposizioni temporanee e di un auditorium, si snoda attraverso 3 aree, con un’intera sezione dedicata al carnevale, e comprende circa 8 mila reperti. Particolare attenzione è anche rivolta alla rappresentazione dei beni immateriali quali la religiosità popolare, le superstizioni, la musica, il canto e la danza.

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